Uno dei miraggi di come approcciamo la didattica è l’idea che si possa insegnare in un solo modo e far sì che tutti gli alunni comprendano allo stesso modo: le persone in classe hanno però necessità e caratteristiche diverse e i docenti dovrebbero poter insegnare senza difficoltà a tutti. Un modo in realtà c’è e si chiama Universal Design for Learning, UDL in breve.
L’approccio UDL segue precise linee guida e perfetto per la progettazione di un corso scolastico adatto al percorso di studi di tutti i tipi di alunni. In questo nostro articolo vedremo cos’è la didattica dell’Universal Design for Learning, quali sono i suoi principi e quali mezzi tecnologici possiamo usare per questo contesto formativo.
iSpring è lo strumento perfetto per i materiali UDL, grazie anche allo sconto per le scuole! Conforme anche al GDPR.
Universal design for learning: cos’è
Prima di addentrarci nel principio chiave dell’UDL e nelle sue modalità di apprendimento per gli studenti, dobbiamo dare una definizione di UDL. L’acronimo significa Universal Design for Learning, in italiano traducibile con PUA, Progettazione Universale dell’Apprendimento.
Alla base dei principi del modello UDL vi è un’idea molto precisa: non esistono gli “studenti medi” attorno al quale la formazione deve essere calibrata. Tutti gli studenti apprendono in modo unico a seconda di diversi elementi personali e degli ambienti di apprendimento: qui si inserisce l’apprendimento dell’UDL e le sue attività didattiche. Parliamo di fattori fisici ed emotivi ma anche culturali. Non si può insegnare a tutti gli studenti nello stesso modo e ottenere lo stesso risultato. Inoltre, a livello scolastico, la normativa e l’UDL vanno di pari passo in termini di inclusione e progettazione personalizzata dei percorsi didattici per tutti i tipi di studente.
L’approccio dell’UDL è utile per aiutare più studenti a ottenere migliori risultati, seguendo un mix di principi di apprendimento e l’uso di tecnologie e attività di successo. L’UDL prevede di formare gli alunni con metodi di studio che siano più flessibili e ragionando le lezioni sul concetto di inclusione. L’UDL è immaginabile come uno strumento in grado di distruggere qualsiasi blocco alla formazione degli studenti che non rientrano nei canoni più classici di formazione, adattando le lezioni e l’apprendimento alle modalità di coinvolgimento, all’acquisizione di informazioni e ai mezzi di espressione dei singoli studenti.

Ad esempio, possiamo immaginare come alcuni studenti riescano ad assorbire più informazioni leggendo e altri facendo, o come altri studenti preferiscano usare materiali visivi come libri di testo e altri amino tecnologie interattive, prodotti audio o ausili per attività di gruppo. In generale l’UDL e inclusione vanno di pari passo, così come la disabilità intellettiva e l’UDL sono spesso associati.
UDL a scuola
Cosa significa però utilizzare il principio dell’Universal learning design in ambito scolastico? Il docente come dovrebbe approcciare con gli studenti queste metodologie UDL e chi le utilizza veramente? Vediamo una serie di consigli e un esempio di lezione che possono dare una base per comprendere questo approccio e a partire dalla quali approfondire l’argomento.
Prima di tutto, il docente che usa l’Universal Design for Learning ha il compito di presentare il sapere in un modo tale che gli studenti possano approcciarlo tramite un’attività di riflessione e avere successo nella ricostruzione dell’esperienza.
Ad esempio, la prospettiva dell’UDL a scuola si può applicare in una lezione di storia nella quale è necessario che l’insegnante richiami tutte le preconoscenze necessarie agli studenti – informazioni sul periodo storico, il contesto sociale… -, evidenzi le parole chiave delle informazioni fondamentali nei nuovi concetti di studio, guidi gli studenti nella visualizzazione delle informazioni tramite strumenti e tecnologie, e infine costruisca sulle conoscenze specifiche apprese dagli studenti e favorisca lo sviluppo di competenze globali.
Approccio UDL alla formazione
L’approccio della didattica dell’UDL si basa su tre pilastri fondamentali:
- Il cosa si apprende: ovvero dare agli studenti la possibilità di approcciare il proprio apprendimento tramite diverse versioni delle stesse informazioni (lettura di testi, immagini, video, esperienza pratica…).
- Il come si apprende: gli studenti devono poi poter elaborare e restituire quanto appreso seguendo il modello preferito (scrivendo, parlando, creando video, disegnando, costruendo qualcosa di fisico…).
- Il perché si apprende: motivare gli studenti dando loro i mezzi per pianificare i tempi di apprendimento (spingendo tutti all’autonomia, alla personalizzazione, all’organizzazione e alla cooperazione).
I principi dell’UDL: i dettagli sulla progettazione universale
I tre principi citati nell’UDL o PUA sono il fondamento di questo tipo di apprendimento, ma è bene definire un modello formativo più preciso scendendo nei dettagli, dando a tutti anche alcuni spunti per una didattica di successo.
Prima di tutto, l’UDL pone al centro il concetto di “possibilità di scelta libera” della gestione del proprio corso di studi. Questo si applica sia nella fase di uso dei materiali formativi che nella fase di elaborazione e restituzione di quanto appreso dallo studente. Lo scopo del docente in questo caso è di aumentare il coinvolgimento nella fase di insegnamento.
Il docente può farlo fornendo una certa variabilità di materiali, come testi, immagini, filmati, ma anche aumentando l’azione fisica: un esempio è insegnare il TPR, Risposta fisica totale, ovvero associare un movimento a una informazione così da rendere più semplice allo studente la memorizzazione.
Nel dimostrare le proprie conoscenze, lo studente può proporsi agli insegnanti per interrogazioni, così come per verifiche scritte, ma anche per con una presentazione di gruppo, la creazione di una wiki che sarà poi accessibile alla classe, oppure interagire in spazi social dedicati all’insegnamento, ad esempio con una integrazione di un LMS (Learning Management System).
Tutti questo metodi di formazione vengono poi potenziati dando agli alunni la opportunità di usare diversi tipi di tecnologie e strumenti, ad esempio l’uso di siti o software che aiutino a creare testi scritti e indichino gli errori, oppure con programmi per realizzare screencast o registrazioni audio.
Infine, sempre in chiave di personalizzazione dell’Universal Design for Learning, lo studente deve essere libero di organizzarsi, ricevendo ad esempio una data di consegna di un compito: gli deve essere insegnato dal docente ad andare a ritroso e comprendere come pianificare il progetto, definendo dei traguardi intermedi da raggiungere. Il docente può aiutare analizzando i risultati ottenuti di fase in fase, dando suggerimenti su cosa deve essere migliorato nei materiali che saranno consegnati alla scadenza, suggerendo una ricerca aggiuntiva o fornendo nuovi mezzi di lavoro allo studente.
I migliori UDL tools
Per poter mettere in pratica l’UDL per il proprio apprendimento, si deve però disporre dello strumento giusto, ovvero di un software che sia in grado di creare i materiali di apprendimento adatti a questo tipo di insegnamento.
iSpring Suite

Per creare corsi con alto livello di accessibilità, con elementi interattivi per chi vuole più opportunità per imparare in maniera attiva e con tanti tipi di media per un approfondimento degli argomenti adatto a ogni tipo di studente, potete usare iSpring Suite.
iSpring Suite è un software autoriale che si integra direttamente all’interno di PowerPoint, aggiungendo varie utili funzioni. Potete prima di tutto creare nuovi corsi, oppure prendere dei materiali PPT già pronti e fare degli adattamenti.
Con iSpring Suite è possibile registrare video (videocamera o screencast), facendo anche editing direttamente dentro il programma.
Con iSpring Suite, come potete vedere nella versione di prova gratuita da 14 giorni, potete anche creare quiz e test con quattordici tipi di domande (Vero e Falso, Domanda aperta, Scala Likert…) ma anche creare una schermata con un modello interattivo, per creare un compito pratico o inserire elementi come una linea del tempo sulla quale premere per aprire una schermata aggiuntiva che dà più dettagli sui contesti storici o per dare spunti di approfondimento.
Potete anche creare dei videocorsi sincronizzati con le diapositive, per un approccio più ritmato alle lezioni, impostando restrizioni alla visualizzazione dei filmati e procedendo alla personalizzazione del player del corso per lo studente. Quanto realizzato può poi essere convertito in pochi clic in uno SCORM (per la compatibilità con le piattaforme LMS).
Se volete vedere in azione iSpring Suite, potete prenotare una demo in diretta con il team di iSpring. L’area del supporto tecnico è inoltre attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per aiutarvi a risolvere ogni problema col software od ogni difficoltà. Infine, si ottiene uno sconto se si è freelance e lo si utilizza individualmente e non come parte di una azienda.
Adobe Captivate

Adobe Captivate è un altro strumento per i docenti, utile per creare dei contenuti SCORM per Mac e Windows. Dispone di un software per creare quiz interattivi e dà accesso a una libreria di contenuti e oggetti da usare nella creazione dei materiali che saranno dati allo studente.
Propone anche un tool per realizzare delle simulazioni di software e realizzare anche corsi con contenuti in realtà virtuale, per interagire con immagini e filmati a 360 gradi.
Pur avendo tante funzionalità, è complesso da usare e richiede molto tempo per prendere la mano con tutti i suoi processi e metodi di creazione.
Articulate 360

Articulate 360 è un altro prodotto adatto ai docenti che vogliono creare corsi di studio e ricerca per lo studente. Include svariati strumenti, come un quizmaker, la possibilità di registrare lo schermo e non solo.
Propone anche una libreria di contenuti con ad esempio immagini e l’accesso a diversi tipi di modello di diapositiva. Può inoltre essere usato in versione “Rise” tramite il browser, per creare dei semplici moduli e-learning.
Le versioni più costose del software puntano inoltre molto sull’uso di una IA integrata per velocizzare la creazione dei corsi. Ciò detto, rimane un software complesso da usare a un primo impatto, visto che non si basa su una interfaccia già nota come PowerPoint, ma è un prodotto completamente indipendente. Inoltre, si tratta di un prodotto molto costoso, anche il doppio rispetto ai concorrenti (si parte da $1500 all’anno).
Conclusione
Arrivati alla fine del nostro articolo, è chiaro che per il docente progettare in chiave UDL i propri corsi di insegnamento e aiutare ogni studente a ottenere il massimo è una buona idea. Abbiamo visto cosa l’implementazione dell’UDL comprende e che questo approccio alla formazione è una grande opportunità, ma richiede certamente degli strumenti dedicati come iSpring Suite, disponibile in prova gratuita e con una demo in diretta su prenotazione. Perché aspettare? Provate subito a creare un corso secondo i principi dell’Universal Design for Learning (UDL).