Il 2020 e il 2021 sono stati anni complessi per il mondo del lavoro a causa del covid, ma sono stati anche un grande strumento per comprendere le tendenze dell’industria nell’ambito della gestione dei dipendenti. I lavoratori sono stati costretti a lavorare a distanza e ripensare il proprio metodo di lavoro, facendo sì uso delle proprie competenze ma cercando di acquisirne di nuove.

In questo contesto è diventato chiaro che il upskilling e reskilling del personale sono la soluzione ideale per assicurare il successo delle aziende, se usano il giusto software per reskilling. Qual è però il significato di reskilling e upskilling? Qual è la differenza e in che modo possono essere usati? In questa nostra guida vi illustreremo tutte le informazioni di cui avete bisogno.

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Upskilling e reskilling: significato

Prima di capire come utilizzare questi concetti in pratica, bisogna capire qual è la differenza tra i due, partendo dalla definizione.

Cos’è il reskilling?

Se vi state domandando qual è la traduzione di reskilling, è presto detto. Il termine reskilling indica la procedura che porta allo sviluppo di nuove competenze che permettano al lavoratore di andare a ricoprire un differente tipo di ruolo all’interno dell’azienda per la quale lavora.

Cos’è l’upskilling?

L’upskilling, invece, è il processo di formazione attraverso il quale un lavoratore espande le conoscenze o acquisisce nuove competenze legate al campo di lavoro nel quale già lavora e del quale ha già esperienza.

Reskilling e upskilling: le differenze

Ora che sappiamo cosa significa reskilling e upskilling del personale, è necessario fare un passo aggiuntivo e comprendere appieno quali sono le differenze tra upskilling e reskilling.

Pur vero che il reskilling e l’upskilling abbiano caratteristiche simili e punti di contatto, entrambe le procedure mirano a far imparare ai lavoratori professionisti competenze e conoscenze in campi lavorativi nei quali è carente, il punto di partenza è molto diverso e di conseguenza il tipo di percorso di formazione da intraprendere è differente.

Upskilling e reskilling: le differenze

L’upskilling è pensato per fare in modo che una persona diventi più abile nel proprio lavoro, migliorando la competitività e le competenze senza allontanarla dal proprio ambito. Questa procedura è da eseguire se la posizione coperta è ancora attuale e se tutto quello di cui si ha bisogno è che il dipendente sia al passo con le novità del settore o, semplicemente, che migliori il proprio rendimento o si occupi di mansioni più complesse o che richiedono una evoluzione delle competenze già a disposizione.

Il reskilling, invece, è finalizzato alla riqualificazione di una persona abile, le cui competenze pregresse non sono però più utili per la nuova direzione della società per la quale lavora. Il mercato cambia rapidamente, a causa di nuove evoluzioni tecnologiche o limitazioni situazionali (come una pandemia che costringe al lavoro da remoto), e alcune mansioni potrebbero essere presto desuete. Invece di abbandonare i lavoratori di talento e i professionisti dell’azienda, il reskilling permette di riposizionarli all’interno della compagnia, con tutti i vantaggi conseguenti.

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Formazione upskilling: i software da usare

Upskilling e reskilling sono processi comuni sul mercato del lavoro e non a caso il World Economic Forum ha dato il via al programma “Reskilling Revolution” per procedere alla formazione e aggiornamento della forza lavoro di tutto il mondo, coinvolgendo 17 Paesi in upskilling, reskilling e lifelong learning delle competenze.

Anche senza il supporto del World Economic Forum, però, è bene mettersi in campo e sfruttare le opportunità offerte dalle migliori strategie di formazione, le quali però possono essere messe in atto solo tramite i giusti programmi, come i software per upskilling e reskilling delle competenze offerti da iSpring.

iSpring LMS

Per gestire correttamente la formazione in ambito di capability upskilling e reskilling, è fondamentale avere una piattaforma come iSpring LMS, ovvero un LMS (Learning Management System) che automatizza i processi di iscrizione ai corsi, invio di certificati e dei report con varie tecnologie.

Formazione upskilling con iSpring LMS

I report di dati di questo strumento sono programmabili e profondamente dettagliati, così che si possano avere informazioni precise e confrontabili per comprendere se il piano di upskilling e reskilling stia procedendo in modo corretto.

Con questo software gestionale dell’upskilling e del reskilling si accede a uno spazio utile per accumulare corsi, manuali digitali, lezioni, video, documenti e altri media sempre accessibili, così i dipendenti possano ritrovare informazioni fondamentali per il luogo di lavoro ovunque si trovino.

Gli spazi formativi di iSpring LMS, che potete vedere nella versione gratuita da 30 giorni, permettono un facile confronto delle statistiche di vari team di formazione, condividendo tra di loro i contenuti con facilità.

L’interfaccia intuitiva e l’esperienza utente ottimizzata rendono semplice gestire le valutazioni delle competenze dei lavoratori e la formazione sul luogo di lavoro (On the Job Training). Bisogna anche sapere che il software permette una formazione mista, con corsi indipendenti ma anche lezioni in diretta tramite webinar.

Lo spazio digitale di iSpring LMS è in parte occupato anche da aree social, con la possibilità di comunicare con gli altri lavoratori o i formatori, lasciando anche commenti e ricevendo feedback.

Upskilling: apprendimento mobile con iSpring LMS

Tutto questo può essere perfettamente personalizzato, con anche una interfaccia multilingua per chi ha dipendenti in ogni parte del mondo. La comodità è anche legata al fatto che iSpring LMS funziona su browser col sito, su dispositivi mobile e dà accesso ai contenuti anche offline.

Considerando poi che supporta l’integrazione con MS Teams, Zoom e Google Meet per le riunioni e che supporta tutte le norme e richieste di sicurezza del dati per mantenere al sicuro le informazioni dell’azienda, iSpring LMS è un’ottima proposta per gestire il reskilling e l’upskilling delle startups e delle grandi ditte.

Lo prova anche l’esperienza certificata di Aequor Sicurezza Srl, una ditta milanese che si focalizza sulla fornitura di corsi sulla sicurezza sul lavoro. Aequor Sicurezza Srl aveva bisogno di formare le competenze di moltissime persone, con risultati adeguati ma limitando gli investimenti di tempo e denaro per ogni corso.

Nella ricerca di programmi e tecnologie utili, Aequor Sicurezza Srl ha optato per iSpring LMS, così da distribuire vari tipi di corso a 2.500 clienti e fornitori con un totale di 9.000 persone (+15% anno su anno) con solo 20 persone nel team. I suoi prodotti sono adatti per vari tipi di aziende, dalle più piccole alle più grandi che devono formare le competenze in ambito di sicurezza a un grande numero di persone, questo perché, con la semplicità e rapidità di utilizzo di iSpring, Aequor Sicurezza Srl riesce a personalizzare i corsi a seconda del ruolo del dipendente, a seconda della azienda e della sua specializzazione sul mercato mondiale, evitando di offrire contenuti ripetuti e generici.

Tra i risultati ottenuti vi è una più semplice creazione e distribuzione dei corsi, prodotti più interattivi e un sistema di monitoraggio e analisi del gap formativo più preciso. Inoltre, Aequor Sicurezza Srl segnala che dopo aver iniziato ad usare iSpring per formare le competenze dei propri clienti, ha rapidamente notato un +20% circa nei tassi di completamento dei corsi.

Se anche voi volete mettere alla prova iSpring LMS, potete inoltre prenotare una demo dal vivo con il team di iSpring, la cui divisione di assistenza è disponibile 24/7.

iSpring Suite

Ovviamente per poter distribuire tramite iSpring LMS un corso di reskilling o upskilling, è necessario prima creare tale coso. Per farlo si può utilizzare l’utile e accessibile iSpring Suite.

Upskilling con iSpring Suite

Parliamo di un insieme di programmi che si inseriscono direttamente all’interno di PowerPoint, con lo stesso stile dell’interfaccia: in questo modo, se avete mai usato PowerPoint, troverete l’intero sistema chiaro e comprensibile al primo utilizzo.

Con iSpring Suite potete far fare una evoluzione alle presentazioni PPT già pronte oppure crearne di nuove, che possono poi essere riprodotte con un player personalizzabile.

Oltre a creare corsi testuali, come potete vedere nella versione di prova gratuita da 14 giorni, è possibile inserire nel corso vari tipi di file, tra immagini, video, suoni, doppiaggi e non solo. I video corsi possono essere sincronizzati con le diapositive, impostando anche delle restrizioni per la visualizzazione del video.

I contenuti per la formazione delle competenze possono poi essere condivisi tramite browser in formato HTML5, pubblicato sul PC oppure convertito in formati adeguati a un LMS, come ad esempio lo SCORM. iSpring Suite si occupa di tutto il processo e crea i blocchi dello SCORM e un file zip finale pronto per essere caricato su iSpring LMS direttamente.

Il supporto tecnico è attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e potete anche richiedere al team di iSpring una demo dal vivo per comprendere al meglio tutti i benefici garantiti da Suite.

Vantaggi dell’upskilling dei dipendenti e del reskilling delle competenze digitali

Prima di andare a progettare il reskilling e accountability o l’upskilling dei propri dipendenti, bisogna avere ben chiaro quali sono i vantaggi di entrambe le procedure.

I benefici dell’upskilling dei dipendenti

L’upskilling porta benefici sia ai dipendenti che alle aziende. I lavoratori professionisti hanno infatti l’opportunità di migliorare le proprie competenze, sentirsi più soddisfatti del proprio operato e vedere la possibilità di crescita professionale. Le aziende, di conseguenza, riescono a crearsi un organico più produttivo e felice.

Secondo la compagnia Robert Half, un cultura interna che promuove la formazione e l’upskilling porta il tasso di ritenzione dei dipendenti al 30-50%. Gallup aggiunge che i lavoratori professionisti che sentono di poter sfruttare al meglio le proprie competenze hanno il 15% di possibilità in meno di licenziarsi. Questo significa che la forza lavoro delle aziende potrà contare su un morale più alto e una coesione interna maggiore.

Tutto questo porta ovviamente vantaggi diretti alle aziende. L’upskilling training, oltre a migliorare il morale dei dipendenti e la loro resilienza, fa sì che siano più efficienti nel proprio lavoro. Dobbiamo infatti ricordare che nuove tecnologie e l’alta competizione rischiano di rende l’offerta di un’azienda obsoleta in futuro: fare in modo che il proprio team abbia tutte le competenze necessarie e sia sempre al passo con le ultime tecniche lavorative permette di mantenere la propria offerta soddisfacente agli occhi del cliente in qualsiasi contesto lavorativo.

L’upskilling ha anche un positivo effetto secondario: rende le aziende più interessanti per potenziali talenti in cerca di lavoro, che in futuro potrebbero affacciarsi nel vostro contesto lavorativo. Presentarsi come una società disposta a supportare i propri dipendenti sul lungo termine tramite la formazione interna, rende più attraente una posizione lavorativa.

I benefici del reskilling

Alle volte, però, un’azienda ha bisogno non solo di migliorare la propria offerta, ma ampliarla e modificarla. Potreste pensare che in tale situazione l’unica soluzione sia assumere nuovi professionisti specializzati con nuove competenze, ma non è così. Dei percorsi di reskilling sono una pratica alternativa sempre più di tendenza negli ultimi anni tra le aziende di tutto il mondo.

I processi di assunzione e il licenziamento di dipendenti hanno dopotutto costi significativi e investire direttamente sul proprio personale, con percorsi di reskilling e upskilling delle competenze, può portare a un risparmio sul lungo termine. Ricordiamo inoltre che un nuovo dipendente richiede comunque di un periodo di formazione e sviluppo iniziale per fargli comprendere tutti i dettagli del suo lavoro: un processo che ha i propri costi.

Il reskilling non garantisce benefici unicamente ai livelli più bassi, ma anche per i manager. Aver accesso a progetti di formazione rende più semplice per gli organizzatori e i supervisori la gestione del team e dei piani aziendali a lungo termine.

È chiaro che è necessario selezionare i dipendenti migliori per il reskilling. Una buona idea è scegliere persone che, di propria iniziativa, tendono ad ampliare i propri orizzonti e ad apprendere nuove competenze legate alla propria posizione lavorativa. Inoltre, è bene scegliere persone che sono in grado di organizzare il proprio tempo nel migliore dei modi: un processo di reskilling deve avvenire di pari passo con i compiti quotidiani e scegliere persone che saranno in grado di sopportare tale carico di lavoro è importante.

I benefici di upskilling e reskilling

Progetto di upskilling: i passaggi

Nel momento del quale si vuole dare il via a una trasformazione della azienda tramite processi di career upskilling e reskilling, portando nuove competenze sul luogo di lavoro, è necessario applicare strategie molto precise.

Vediamo in punti chiave cosa debba fare il dipartimento HR di una azienda per definire un piano di formazione delle skill dei dipendenti.

Analizzare i bisogni del posto di lavoro

È un’ottima cosa volere che i propri dipendenti siano formati sugli ultimi programmi utili per il loro lavoro, oppure che conoscano le ultime tecniche di vendita e comunicazione col cliente. Esattamente, però, di cosa ha bisogno la azienda?

In altre parole, prima di dare il via alla formazione in tema upskilling e reskilling, è necessario capire esattamente quale obiettivo si è posta la ditta e quindi di cosa ha esattamente bisogno. Non ci si deve dedicare alla formazione di skill a caso, ma bisogna trovare il giusto punto di vista sulla azienda e comprendere quali capacità sono effettivamente fondamentali per competere in futuro sul mercato del lavoro di tutto il mondo.

Comprendere quali competenze sono già a disposizione

Il secondo e ovvio passaggio è analizzare il livello delle competenze dei dipendenti in azienda e in smart working. Ci deve essere una chiara comprensione del livello di capacità di ogni persona a seconda del ruolo e del team di cui fa parte, prima di decidere quali cambiamenti apportare alle aziende per garantirne il futuro.

I percorsi di formazione da mettere in atto risultano poco efficaci se non si ha idea di cosa è già sufficientemente noto e cosa invece deve essere obbligatoriamente spiegato. I processi di HR upskilling e reskilling riescono nella riqualificazione delle competenze dei dipendenti solo se si comprendono i propri studenti e si sa come guidare il personale in un percorso di evoluzione, sfruttando le giuste tecnologie.

Per farlo servono test e quiz con valutazioni, ma anche prove pratiche interattive generate con gli strumenti di iSpring, spesso diversi a seconda del ruolo e dei cambiamenti previsti del mercato del lavoro.

I dipendenti devono fare parte dei processi di upskilling e reskilling

Un altro elemento da tenere in considerazione è che la trasformazione dei dipendenti non può avvenire senza l’aiuto del personale stesso. Non si deve pensare che la creazione dei processi di formazione delle competenze sia un procedimento da nascondere alle persone in azienda.

Al contrario è bene coinvolgere i dipendenti in vari modi. Prima di tutto, è bene avere dei colloqui con il personale per comprendere aspirazioni e speranze in un processo di digital upskilling e reskilling. I dipendenti che vedono una opportunità di crescita e cercano cambiamenti professionali, saranno più invogliati a impegnarsi se gli obiettivi dell’azienda e del mercato si allineano con i loro.

Sapere cosa le persone a lavoro vogliono apprendere e che tipo di ruolo vorrebbero arrivare ad avere può aiutare a definire una strategia efficace per le aziende che vogliono mantenere un alto livello di competitività. Si può anche chiedere che tipo di attività il lavoratore troverebbe più interessanti: alcuni membri del personale preferiscono attività pratiche, altri invece un approccio unicamente teorico, ad esempio.

Inoltre, selezionati e già abili dipendenti possono aiutare nella creazione dei corsi di upskilling e reskilling, offrendo un punto di vista sul modo in cui le competenze dovrebbero essere spiegate. Di certo, un numero limitato di membri del personale deve fare da gruppo di prova della formazione, per vederne i risultati e poi applicare il tutto all’intera azienda, così che potenziali problemi e mancanze dei contenuti di formazione emergano prima di assegnare i corsi a ogni lavoratore.

La formazione non si ferma mai

L’ultimo elemento da comprendere è che non si è mai arrivati a destinazione. Un processo di reskilling e upskilling non è un prodotto usa e getta, ma deve diventare parte della cultura aziendale. I lavoratori devono abituarsi all’idea di continuare a formarsi, apprendendo nuove competenze in modo regolare per essere aggiornati sulle ultime novità e per sentirsi sempre soddisfatti dei propri risultati.

Questo obiettivo si raggiunge fornendo regolare accesso a corsi e supportando i lavoratori che si impegnano nello studio e nell’upskilling, guidandoli verso nuove direzioni e incanalando la loro energia e passione. Tutto questo permette ovviamente alle aziende di rimanere più competitive sul lungo termine e non rischiare di rimanere tre passi indietro rispetto alla concorrenza diretta, grazie a delle risorse umane desiderose di dare il massimo e cresce in azienda.

Conclusione

Alla fine di questa nuova guida su upskilling e reskilling e sull’accumulo di nuove competenze, è chiaro quali sono le modalità migliori per mettere in atto le strategie di formazione più adatte per l’azienda.

È anche chiaro quali siano i programmi più funzionali per aziende di piccola, media o grande dimensione: iSpring Suite per creare corsi, disponibile in prova gratuita o demo su appuntamento, e iSpring LMS per avere una piattaforma gestionale, disponibile anche in questo caso in prova gratuita o demo su appuntamento.

Andate alla conquista del mercato del lavoro portando nella vostra azienda i giusti cambiamenti tramite upskilling e reskilling.

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