Il microapprendimento, ovvero il significato di microlearning, è una delle strategie di formazione più utilizzate a livello mondiale. Porta con sé infatti vari vantaggi e permette di ottimizzare ogni fase di apprendimento del L&D e la condivisione di informazioni.
Per gestire il micro apprendimento, però, è necessario avere una chiara idea di cos’è il microlearning e basarsi su alcuni esempi di microlearning. Nei nostri articoli vi parliamo sempre di apprendimento e quest’oggi spiegheremo per quali motivi è bene renderlo micro!
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Microlearning: cos’è
Iniziamo vedendo qual è la definizione di microlearning. Molto semplicemente, si parla di una metodologia di formazione che si basa sull’utilizzo di contenuti di apprendimento di dimensioni ridotte, spesso focalizzati su un singolo argomento molto specifico o una singola capacità da apprendere.
Ci sono vari termini che vengono usati per parlare del microlearning in italiano, come “apprendimento a bocconi” (bite sized learning, in inglese) oppure “pillole di insegnamento” (learning nugget).
Non importa quale termine si utilizza, perché a ogni modo si tratta sempre del microlearning, termine apparso per la prima volta nel 1963 all’interno del libro “The Economics of Human Resources” di Hector Correa, che però utilizza il termine in modo leggermente diverso rispetto a oggi, applicandolo alle flashcard, ovvero alla divisione delle informazioni in piccole unità da apprendere poco per volta.
Negli anni 90 il termine è diventato più popolare ma i limiti tecnologici impedivano di approfondire questa strategia: a renderla davvero popolare e accessibile è stata l’era digitale, quella focalizzata sui metodi e-learning, sui social media e sull’uso di smartphone. Non a caso, esistono centinaia di migliaia di app dedicate al microlearning nei negozi digitali per dispositivi mobile.
Il motivo è semplice, il microlearning è prima di tutto rapido, un modo per apprendere a piccole unità, facendo esercizi veloci o seguendo lezioni brevissime o facendo pratica di memorizzazione di pochi concetti. Il microlearning invoglia a sfruttare i continui momenti di pausa e attesa per stimolare la nostra mente e apprendere in pochi minuti, per non perdere tempo.
I vantaggi del microlearning
Per poter comprendere al meglio cos’è il microlearning (apprendimento per piccole unità), è bene comprendere quali sono i vantaggi del microlearning, sia per chi crea i contenuti di microlearning sia per chi deve apprendere la conoscenza teorica e pratica tramite questa metodologia.
Prima di tutto, il microlearning spinge a ripensare in fase di L&D il livello di abilità degli studenti. La formazione tradizionale, nel senso di classiche lezioni ad ampio respiro e che richiedono decine di minuti (se non ore) l’una, si basa spesso sull’idea che l’alunno non è in grado di gestire la propria formazione e ha bisogno di essere guidato.
Il microlearning nega questo concetto e parte dal presupposto che gli studenti siano in grado di gestire un autoapprendimento e soprattutto gestire il proprio tempo. Un corso di formazione in stile microlearning, ad esempio, dà agli studenti della azienda la possibilità di approcciarsi alla formazione in libertà e li fa sentire in controllo, invece che obbligati ad apprendere, invogliandoli a studiare gli argomenti proposti.
C’è poi un vantaggio ovvio: il microlearning è pensato per essere breve e permette agli studenti di una azienda di inserire nei momenti morti della vita lavorativa qualche istante di formazione. Si tratta quindi di un metodo di apprendimento efficiente e adatto per i contesti lavorativi.
Questo porta anche a una più facile memorizzazione: gli studenti possono infatti focalizzarsi su pochi concetti per volta, rendendo più facile assorbirli anche in una giornata densa di altri impegni e pensieri. La mente ha il tempo per farli sedimentare, così da apprendere vari argomenti e competenze in modo naturale.
Per chi crea, inoltre, è più semplice gestire la formazione micro, in quanto lo scopo diventa dividere le informazioni in brevi frammenti, chiari e indipendenti dagli altri.
Inoltre, modificare un corso con contenuti di microlearning è più semplice, perché si può lavorare sulle singole pillole senza destabilizzare l’intera struttura del percorso di apprendimento.
Attenzione, però, perché non bisogna pensare che il microlearning sia applicabile sempre e comunque, o che sia sempre la migliore delle soluzioni per tutti gli argomenti.
Quando il micro apprendimento non funziona (e come sfruttarlo comunque)
È fondamentale che i datori di lavoro abbiano ben chiaro che il microlearning non può essere sfruttato con tutti i tipi di contenuti. Ci sono infatti tematiche che non si prestano bene alla suddivisione in unità e pillole da pochi minuti. Certe competenze necessitano obbligatoriamente di un approfondimento e di un approccio più strutturato, che richiede più impegno.
Non significa però che il microlearning sia inutile in questo tipo di situazioni. Può infatti essere un ottimo modo per introdurre i dipendenti all’argomento che andranno ad affrontare in una fase di apprendimento più corposa, oppure a fine corso può essere un modo per ripassare ogni concetto chiave in poco tempo ed essere così in grado di richiamare alla mente le conoscenze fondamentali senza dover ripercorrere un lungo manuale o un complesso video formativo.
Microapprendimento: metodologia
Ora che abbiamo ben chiaro cos’è il microlearning (in traduzione, apprendimento di piccole dimensioni), possiamo parlare della metodologia del microlearning.
Come detto, il microlearning è fondato sul dividere i contenuti di formazione in brevi sequenze, che funzionino anche in modo indipendente. Questo permette di approcciare la creazione dei percorsi di apprendimento in grande libertà, andando più facilmente a rispondere alle necessità di formazione degli studenti e dei dipendenti.
Si inizia prima di tutto con la macroprogettazione, per avere un’idea complessiva di quali contenuti di microlearning saranno inseriti. Bisogna quindi ragionare su:
- Chi userà il contenuto: il microlearning funziona perfettamente per diversi tipi di figure professionali, ma è bene tenere a mente il tipo di formazione pregressa e le esigenze formative degli studenti.
- Gli obiettivi della formazione: il microlearning può essere applicato all’onboarding, così come a un progetto di sviluppo e ampliamento delle competenze dei dipendenti già in azienda, ma anche alla pura divulgazione.
- Contenuti: si deve ragionare sugli effettivi argomenti che saranno insegnati, ricordando che in alcune situazioni è fondamentale un approfondimento.
Al centro della metodologia del microlearning, vi è la necessità di rivedere i metodi classici di presentazione dei contenuti di formazione, con l’obiettivo di scomporli in frammenti che richiedano meno tempo.
È però importante mantenere anche un filo conduttore: il microlearning non è una lista scollegata di conoscenze e competenze, ma un diverso metodo per presentare i contenuti di breve durata ai dipendenti. La sfida è rendere chiaro in che modo queste singole unità indipendenti coesistono tra loro e come tutte le informazioni si fondano. Se sapete che i vostri dipendenti sfrutteranno i contenuti di microlearning poco alla volta, nel corso di un periodo di tempo prolungato, potete inserire regolarmente dei ripassi (un microlearning del microlearning, se volete) delle conoscenze precedenti, così da mantenere ogni dettaglio fresco nella mente di chi segue la formazione.
È inoltre bene focalizzarsi sul creare contenuti che siano estremamente coinvolgenti: in quanto brevi, i singoli oggetti formativi del microlearning devono andare dritti al sodo e immergere il dipendente delle organizzazioni nell’argomento scelto. Per farlo è bene lavorare sul design grafico, sfruttando anche la multimedialità: video, audio, immagini, ma anche elementi interattivi per rendere l’apprendimento più attivo. Non si tratta solo di spiegare un argomento specifico con meno parole, ma di modernizzare l’approccio, ad esempio con una strategia di gamification.
Buona cosa, infine, è raccogliere feedback da parte degli studenti, così comprendere cosa funziona e cosa correggere. Come già detto, la struttura del microlearning rende più semplice modificare e aggiornare i corsi di apprendimento.
Corso microlearning: esempi
Uno dei grandi vantaggi della didattica del microlearning è che può assumere diverse forme, ma per poter realizzare una strategia basata sul microlearning, è necessario avere dei programmi che soddisfino le proprie esigenze in termini di sviluppo del contenuto formativo.
In altre parole, serve un software come iSpring Suite, ovvero un tool autoriale che si integra direttamente all’interno di PowerPoint e permette di creare facilmente interi corsi dal nulla oppure di modificare i PPT già pronti e inserire nuovo contenuto.
Con iSpring Suite potete facilmente realizzare quiz, con 14 tipi di domande a disposizione. Come potete vedere anche tramite la prova gratuita da 14 giorni, potete personalizzare il player dei corsi, così come creare video corsi sincronizzati con le diapositive e impostare delle restrizioni per la visualizzazione dei video.
iSpring Suite vi permette poi di convertire i vostri contenuti in SCORM, così da mantenere tutti gli elementi interattivi e usare quiz e corsi con un LMS, di cui parleremo poco sotto. Segnaliamo anche che iSpring dispone di un supporto tecnico attivo 24/24 e 7/7, disponibile anche per mostrarvi il software con una demo in diretta su prenotazione.
Ora, però, vediamo quali possono essere alcune delle forme che può assumere un microcorso di microlearning.
Un videocorso tutorial breve
Con iSpring Suite potete in pochi attimi realizzare un contenuto formativo in formato video, con le slide sincronizzate. Registrando lo schermo o la webcam potete creare un piccolo tutorial che spieghi visivamente come completare certi compiti.
Scenari ramificati
Un ottimo modo per insegnare è rendendo gli studenti parte attiva. Per farlo, si possono usare le funzioni interattive di iSpring Suite, che permettono di realizzare scenari nei quali scegliere una opzione tra varie, ad esempio all’interno di una simulazione di dialogo tra due personaggi. Può essere un ottimo modo per studiare la storia, facendo interpretare agli alunni un personaggio realmente esistito e chiedendo loro di scegliere opzioni adeguate al contesto storico.
Infografiche
Le infografiche sono semplici da creare e semplici da leggere e analizzare. Sono ottime per presentare in maniera schematica un argomento e aiutare a comprendere in che modo vari elementi si collegano tra loro o concorrono a uno stesso risultato. Sono perfette anche per il microlearning perché permettono di ridurre ai minimi termini un concetto e quindi spiegare il tutto in poco tempo.
Quiz
Una strategia utile per insegnare è iniziare con dei test, ad esempio con dei semplici vero e falso che mettano alla prova le abilità di un lavoratore e gli permettano di notare in poco tempo cosa sa e cosa no. Con iSpring Suite potete facilmente creare delle verifiche con 14 tipi di domande (Vero e Falso, Scala Likert, Domanda aperta…) a seconda delle vostre esigenze e poi inserire delle brevi spiegazioni alla fine di ogni domanda, così da dare un feedback in caso di errore e rinforzare in poco tempo una serie di nozioni, in un percorso formativo di breve durata.
Flashcard
Un’altra modalità di microlearning sono le flashcard, ovvero delle piccole schede didattiche, che funzionano perfettamente anche come post online. Si tratta di piccole frasi che spiegano un concetto semplice ma da memorizzare molto bene. Si tratta di una modalità ottima per la vita lavorativa: un dipendente può usare regolarmente le flashcard nell’arco di vari mesi per assicurarsi di non dimenticare concetti fondamentali che magari non applica tutti i giorni.
Microlearning online: come condividere i corsi
Per poter gestire il microlearning, è però necessario avere delle piattaforme digitali tramite le quali distribuire i corsi e-learning di breve durata. Un esempio è iSpring LMS, ovvero un sistema per la gestione dell’apprendimento.
Si tratta di uno spazio nel quale radunare i contenuti di microlearning per gestire processi come l’onboarding di nuovi dipendenti, così come una formazione sui prodotti, alla vendita o sulla sicurezza, ma anche per gestire la valutazione dei collaboratori.
Gestire i contenuti di microlearning è facile con iSpring LMS
Come potete vedere tramite la versione di prova da 30 giorni, uno dei grandi vantaggi di iSpring LMS è la possibilità di automatizzare tutta una serie di processi, come l’aggiunta di alunni a un corso, ma anche l’invio di certificati e la creazione di report. Questi ultimi possono facilmente essere programmati, così da ricevere le informazioni di cui si ha bisogno in modo automatico e semplice.
Inoltre, usare una piattaforma LMS, rispetto all’inviare dei corsi per email o usare una cartella condivisa nella rete aziendale, permette di creare in modo organizzato una “base di conoscenza”, ovvero un insieme di lezioni, quiz, tutorial, manuali e non solo, sempre accessibili che offrono soluzioni ai dipendenti che si trovano in viaggio e devono accedere a informazioni di lavoro.
Gestire i diversi gruppi di lavoratori dell’azienda è inoltre molto facile, perché ogni contenuto di e-learning può essere condiviso internamente alla piattaforma. I dati di ogni gruppo possono essere facilmente radunati per avere una chiara visione di cosa funziona e cosa no.
Con iSpring LMS potete facilmente non solo gestire i contenuti, ma occuparvi di diversi tipi di apprendimento e tutto ciò che viene dopo. Si ha la possibilità di strutturare un intero On The Job Training (formazione sul luogo di lavoro) tramite microlearning e successivamente proporre una valutazione delle prestazioni dei lavoratori.
Inoltre, se le vostre strategie di microlearning dovessero includere anche delle sessioni di studio dal vivo o delle piccole conferenze con degli esperti, con iSpring LMS potete tranquillamente farlo grazie alle possibilità di formazione mista con le integrazioni a MS Teams, Zoom e Google Meet.
Una piattaforma e-learning accessibile anche per un piccolissimo team
iSpring LMS è pensato per organizzare intense fasi di formazione in microlearning, ma i suoi strumenti sono per prima cosa pensati per la massima accessibilità. Alle volte le piattaforme LMS danno per scontato che tutti dispongano di un team enorme che si occupi di tanti elementi diversi.
Con iSpring LMS è invece possibile occuparsi di tutta la formazione con un team piccolissimo, anche solo di tre persone. Persino una singola persona può gestire il contenuto formativo. Servono pochi passi per organizzare un piano di apprendimento completo.
Questo è possibile perché iSpring LMS mira a far risparmiare tempo con una interfaccia intuitiva, che non richiede l’uso di manuali e complessi tutorial per comprendere cosa fare e come. Gli admin possono in poco tempo impostare il menu di lavoro, definire quali report ricevere in base a modelli già pronti e gestire una serie di funzionalità di supervisione automatica.
iSpring LMS funziona perfettamente tramite il browser, ma anche su mobile (smartphone e tablet) con un’app dedicata. Inoltre, è possibile accedere al proprio contenuto di microlearning anche offline, così da poterlo usare in ogni momento senza difficoltà.
C’è inoltre un approccio collaborativo alla base di iSpring LMS, in quanto è possibile usare delle chat e le sezioni commenti per comunicare con i colleghi e con i formatori, così risolvere rapidamente dubbi o curiosità senza dover andare in cerca di email o altri sistemi di contatto.
iSpring LMS segue anche tutti i requisiti di sicurezza in termini di dati e ha una interfaccia multilingua che permette di condividere i propri progetti di microlearning con i colleghi stranieri. Grazie a una ampia selezione di prezzi a seconda delle proprie necessità è perfetta per le aziende più grandi e più piccole.
Infine, se avete qualsiasi tipo di dubbio, potete anche richiedere una demo gratuita in diretta presentata dal team di iSpring. La squadra di supporto tecnico è inoltre disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per risolvere i problemi nell’arco di poche ore.
Fare microlearning con AI in pochi minuti
Se volete però velocizzare al massimo la creazione del contenuto formativo di microlearning, è una buona idea sfruttare la versione migliore di iSpring Suite, ovvero iSpring Suite AI, che permette di sfruttare uno strumento IA (intelligenza artificiale) per ottimizzare lo sviluppo del piano di apprendimento.
Microlearning: apprendimento con uno strumento IA
Con iSpring Suite AI avete accesso a un assistente di intelligenza artificiale che permette di realizzare più facilmente i quiz all’interno dell’interfaccia di PowerPoint. Non solo iSpring Suite vi aiuta con modelli già pronti, ma con l’IA potete farvi suggerire le domande migliori sulla base del contenuto di microlearning che avete realizzato.
Un buon corso, inoltre, dispone di vari elementi di supporto come un doppiaggio del testo presente, per aiutare chi ha problemi di vista o lettura. Con l’IA di iSpring potete creare in pochi minuti un audio completo con la funzione di text-to-speech: inserite il testo che avete già scritto e otterrete un doppiaggio completo, con una voce naturale e con varie opzioni di personalizzazione.
Come potete vedere anche dalla versione di prova gratuita da 14 giorni, l’IA può darvi anche suggerimenti rilevanti sui vostri corsi di microlearning, oltre che evidenziare frammenti importanti, creare elenchi o selezionare titoli, aiutandovi così a realizzare un microlearning interattivo, con scenari ramificati nei quali lo studente sceglie con attenzione come avanzare e si ritrova così più coinvolto nell’apprendimento delle conoscenze.
Velocizza il lavoro con la cooperazione e un catalogo di contenuti
Con iSpring Suite AI avete accesso anche a uno spazio cloud per collaborare coi vostri colleghi dalla distanza, così da aiutarvi a vicenda lavorando sullo stesso contenuto, oppure inviando con un semplice link il vostro lavoro a un responsabile per ricevere note o una conferma della qualità finale.
È anche importante sapere che iSpring Suite AI permette di usare un ampissimo catalogo di immagini e modelli pronti, per un totale di 134.400 elementi. Troverete immagini di personaggi e ambientazioni (sia disegnati che fotografie reali) ma anche icone e oggetti, per realizzare corsi visivamente di impatto che possano incuriosire e invogliare all’apprendimento. I modelli di diapositive inoltre velocizzano moltissimo il lavoro, visto che in pochi clic si può avere l’intera struttura di un corso in microlearning nel quale inserire solo le informazioni fondamentali.
Potete anche personalizzare il player, così come realizzare un video corso sincronizzato con le diapositive e impostare limitazioni per la visualizzazione dei video, sui quali si può lavorare facilmente grazie a iSpring Cam Pro, uno strumento integrato per registrare video e fare editing che elimina rischi di incompatibilità.
Quanto creato può poi essere direttamente convertito in formato SCORM, per la massima compatibilità con gli LMS (compreso iSpring LMS). Con un supporto tecnico 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, il team di iSpring è sempre disponibile per risolvere ogni dubbio, anche prenotando una demo in diretta.
Conclusione
Arrivati alla fine del nostro articolo è oramai chiaro quali sono i vantaggi nel gestire una formazione microlearning online. Usando programmi come iSpring Suite (disponibile in versione di prova o tramite una demo dal vivo) e iSpring LMS (anch’esso in prova gratuita a tempo o prenotando una demo) è facile mettere in pratica i migliori esempi di microlearning e le più efficienti strategie di formazione.